sabato 3 dicembre 2022

Pagare per esporre ? (2 min. lettura)

Qui cercherò di dire la mia su una annosa questione che riguarda il mondo dell'arte, specialmente ai livelli più popolari e cioè se sia giusto o meno pagare per esporre, ne approfitto citando un punto di vista che mi è capitato di seguire della Coach Artist Stefania che dice in breve che secondo lei è totalmente sbagliato pagare per esporre e che questo è addirittura controproducente per la carriera dell'Artista oltre che disonesto da parte dei "Galleristi", vi riporto qui il Link

https://www.artistcoaching.it/quali-sono-le-gallerie-da-evitare/?utm_source=Artist+Coaching&utm_campaign=a54460aa06-EMAIL_CAMPAIGN_2022_12_02_01_42&utm_medium=email&utm_term=0_-a54460aa06-%5BLIST_EMAIL_ID%5D&mc_cid=a54460aa06&mc_eid=9e91a2b224

ebbene sicuramente molto interessante punto di vista da una persona da cui vorrei imparare il più possibile, ma non condivido questo punto di vista e adesso spiego perchè.

Innanzitutto una Galleria oggi per potersi permettere di andare a "colpo sicuro" cioè di vendere deve puntare su quello che richiede il mercato che significa al giorno d'oggi quasi solo "MODA", cioè vendere ciò che va più di moda, allora quindi può anche permettersi di non farsi pagare per esporre, quando invece comincia a discostarsi da ciò che va più di moda, allora comincia il suo "Rischio", ecco che quindi si arriva ad un punto in cui non ci si può più permettere di rischiare troppo ad impegnarsi con artisti in particolar modo quelli emergenti, o veramente originali, sperimentali, di nicchia, di ricerca, ecc.. cioè fuori dalle linee di massa del Mercato, ed ecco che quindi preferiscono giustamente farsi pagare dagli artisti per non rimanere senza guadagno d'altronde devono pur campare in qualche modo e ripagarsi delle spese.

Poi certo possiamo fare un discorso di valutazione e critica sul rapporto qualità/prezzo, sulla qualità del servizio offerto, per esempio in questi anni da quando ho cominciato ad esporre (spesso a pagamento..) ho capito che bisogna allinearsi più alla mentalità europea, dove le cifre si aggirano tra i 50 massimo 100 euro per una collettiva, quando cominciano a chiedere di più, oltre 150 euro per una collettiva, che magari vi rifilano pure la targa in ottone, allora si che deve scattare il campanellino d'allarme, ma quando stiamo al di sotto dei 100 euro, in media sui 50, è assolutamente ragionevole, ancor di più se esistono possibilità di vincita premi.

D'altronde come dice anche la Coach Artist che un Artista è un Imprenditore di Se Stesso, è lui stesso in prima persona a doversi occupare della propria promozione, e far crescere il proprio nome qua e la, inoltre sarà anche magari con qualche introito dalla vendita che riesce in parte ad autofinanziarsi, specialmente nella fase Emergente, in cui ognuno di noi è Artista INDIPENDENTE e quindi non sottoposto a clausole come addirittura l'ESCLUSIVA da parte di una Galleria.

Tornando alla questione della Moda e del Mercato, basti vedere un esempio come questo in seguito, opere gettonatissime nelle gallerie, tutte di "artisti" diversi, ecco cosa significa la "Moda" quando le Gallerie non vogliono rischiare con l'Arte sperimentale e di ricerca, e viene quindi anche da chiedersi se forse non è che è proprio nei circuiti fuori dagli Sponsor che si muove la VERA Arte che sa di Umano e non prodotto commerciale. Per'altro anche secondo la Legge del Capitalismo è quanto uno che riesce a sacrificare per investire in promozione che mostra anche quanto crede nel suo progetto, lasciando solo a veramente pochi talentuosi di avere la fortuna di essere scovati, riconosciuti e quindi scelti per essere sponsorizzati da qualche gallerista disposto a rischiare, d'altronde solo per occupare un paio di metri quadri e non certo tutta la galleria, nella speranza di non incappare in nessuna clausola di Esclusiva. Tutto questo nel mondo della fase Emergente, quando poi invece si comincia ad essere conosciuti, riconosciuti, apprezzati e affermati allora il discorso comincia a cambiare e diventa più facile trovare porte aperte.









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