martedì 27 febbraio 2018

Sul Partito "Comunista" di Rizzo

Qui faccio un'analisi sul "Partito Comunista" di Marco Rizzo, e spiego perchè li ho definiti e li definisco "Fascisti Rossi", poi due parole su Potere al Popolo.
Si potrebbe partire dalla storia di questo personaggio e di questo partito, il PCI essendo un partito revisionista-riformista, quindi borghese, aveva anche un'area che si occupava di reprimere i movimenti extraparlamentari e rivoluzionari, con tanto di servizio d'ordine capace anche di massacrare di botte gli operai e i proletari che lottavano durante le manifestazioni, questo spirito da "picchiatori rossi" che si prefiggeva da una parte di apparire come i "duri e puri" del comunismo (nonostante fossero nei fatti riformisti) quindi con una retorica principalmente di tipo identitaria e dall'altra di reprimere tutte le aree extraparlamentari che si muovessero al di fuoori di tale contesto, quindi fungendo da vero "argine di controllo" della sinistra borghese riformista, ebbene questo spirito da "duro e puro" sarà quello che sfocerà nel 1998 in una scissione da Rifondazione Comunista dando orgine al PdCI i cui tre principali promotori furono Cossutta, Diliberto e Rizzo, una scissione di destra.
Infatti, "quando Bertinotti era stato costretto, a malincuore, a rompere col centrosinistra sfiduciando Prodi, i cossuttiani avevano rotto con lui per continuare a sostenere il governo; governo che in realtà era stato sostituito da quello di D’Alema, in cui i cossuttiani erano entrati a pieno titolo, ottenendo il ministero della Giustizia, affidato a Diliberto, e quello degli affari regionali, a Katia Bellillo.
Fu questo il governo che nel 1999 partecipò alla guerra della NATO contro la Jugoslavia, bombardando Belgrado con aerei italiani, mentre tutti gli aerei NATO partivano dalla base italiana di Aviano. Il buon Rizzo non mosse un dito contro l’appoggio del suo partito al governo di guerra, anche quando una minoranza dei delegati del PdCI ad un congresso del partito sollevò obiezioni (salvo poi capitolare con il profondo argomento che tanto la guerra... stava per finire con la vittoria della NATO).
Nel 1999 su un muro a Torino apparve la scritta: "Rizzo pelato, servo della NATO".
Nella storia del Partito Comunista - che è poi in realtà sostanzialmente la storia del grande capo Rizzo - pubblicata sul sito del partito rizziano si afferma che il rapporto tra lui e gli altri dirigenti del PdCI cominciò ad incrinarsi all’epoca della guerra del Kosovo cui egli «cercò inutilmente di opporsi» (sic!). Nemmeno Sherlock Holmes riuscirebbe a trovare il minimo indizio di tale opposizione, e la sua conclusione rivolta al suo fido assistente non potrebbe essere che una: “Elementare Watson: Rizzo mente”.
Dopo la fine di questa guerra e, successivamente, del governo D’Alema, Rizzo cercò di accreditarsi come il capo della “destra” del PdCI. Nel 2001 si pronunciò contro la partecipazione del PdCI alle manifestazioni contro il G8 a Genova sulla base del motivo per cui non erano presenti i lavoratori (ovviamente la FIOM e il sindacalismo di base non contavano niente).
Nel 2003, mentre si stava discutendo dell’ipotesi della costituzione di un "Partito del Lavoro”, in pieno Comitato Centrale del PdCI Rizzo affermò testualmente: «il Partito del lavoro c’è già, e Cofferati è il suo capo». Questo mentre Cofferati si pronunciava, insieme a governo e Confindustria, per il boicottaggio del referendum per l’estensione dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori.
Nel 2005, al Parlamento europeo, insieme all’astronauta Guidoni si distinse dal resto del gruppo della Sinistra Europea (GUE). Il futuro sovranista, infatti, feroce nemico della UE e dell’euro, votò a favore dei trattati europei, mentre tutto il GUE, con un minimo di dignità, votava contro.
Fu così che Rizzo iniziò a far propaganda per Gianni Vattimo e l'Italia dei Valori di Antonio Di Pietro e quindi venne espulso dal PdCI e insieme ai suoi iniziò a formare quello che oggi si chiama "Partito Comunista".

Non solo Rizzo in un dibattito al parlamento europeo elogia e ringrazia Prodi per averci fatto entrare nell'Euro e per aver costruito l'Europa. Altro che proclami ad effetto contro l'UE per prendere in giro i poveri compagni che ci cascano e si fanno incantare!
Qui potete leggere il testo completo dell'intervento di Rizzo:
http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//TEXT+CRE+20041013+ITEM-003+DOC+XML+V0//IT&query=INTERV&detail=3-041

Ma l’isolamento internazionale della esperienza rizziana, lungi dal sottolineare il ruolo del “capo”, lo sminuiva. Per questo il nostro cominciò a guardarsi intorno per trovare la giusta casa. E incontrò così il Partito Comunista Greco (KKE). Questo partito "stalinista" combina da tempo un sostanziale riformismo, sia pure di sinistra, con una fraseologia rivoluzionaria, ma anche con un assurdo settarismo, in particolare nei confronti delle altre organizzazioni della sinistra (negli anni ’90, pur di combattere il PASOK socialdemocratico, giunse a costituire un governo con la destra)."

Il KKE è quel partito che in più occasioni ha represso e massacrato di botte le rivolte dei proletari, gruppi extraparlamentari e anarchici, anche quando tentavano l'assalto al parlamento, questo per confermare la piena sintonia con lo spirito da "picchiatori rossi", da vera quinta colonna della borghesia. In questa foto che segue potete vedere l'imponente manifestazione del PAME-KKE nel 19-20 ottobre 2011 davanti al parlamento greco, mentre dentro il Parlamento si stavano varando misure lacrime e sangue al popolo. Gli anarchici, rivoluzionari e varie componenti antagoniste del popolo volevano tentare l'assalto al parlamento ma sono stati respinti dal servizio d'ordine del KKE-PAME, altro che rivoluzione! Con tutta quella massa di persone cosa ci voleva ad entrare nel parlamento? E invece no! eccoli li schierati a difesa di esso contro i gruppi rivoluzionari. Questo per far capire la vera natura Controrivoluzionaria e Reazionaria di organizzazioni come il KKE e del partito gemello di Rizzo che aspira a diventare come tale.



"Da alcuni anni il KKE ha organizzato una lassa unione di partiti stalinisti di sinistra, che ha assunto il nome di Iniziativa dei Partiti Comunisti e Operai d’Europa. Sufficientemente lassa per non costituire un pericolo per la leadership di Rizzo e, grazie al ruolo del KKE (gli altri partiti sono tutti molto piccoli), sufficientemente prestigiosa per dare una verniciatura internazionalista al suo partito.
Certo, c’erano alcuni problemi di tipo teorico-politico per realizzare l’accordo col KKE. Ma i problemi teorici non sono evidentemente problemi per Rizzo, e del resto, Atene val bene una messa.
Al momento della sua costituzione, il partito rizziano, conformemente alla tradizione stalinista italiana, si era richiamato a Togliatti (correttamente, dal suo punto di vista) e a Gramsci (abusivamente). Ma per il KKE il primo era un revisionista, che aveva anticipato quella tale partito che considera la svolta storica kruscioviana; il secondo un semitrotskista (tesi abbastanza corretta). In obbedienza al nuovo credo, Rizzo non ha esitato un secondo a sbarazzarsi del riferimento ai due.
In particolare, Gramsci era indicato come riferimento nello statuto stesso di Comunisti-Sinistra Popolare. Nondimeno Rizzo, senza aspettare un congresso né convocare almeno un comitato centrale, espulse Gramsci dallo statuto. Un gruppo di militanti di Roma protestò per questa scelta nel merito e nel metodo, e si ritrovò rapidamente fuori del partito, ciò che sottolinea la grande democrazia del partito rizziano." cit. post di PCL

Questo breve ripasso storico è doveroso per capire con chi abbiamo a che fare, ma ora invece esaminiamo meglio gli aspetti teorico-pratici, come fatto capire sopra tale partito è il risultato di quell'area che fungeva da argine-sponda alla sinistra borghese, e che quindi da una parte cerca di apparire come "comunisti duri e puri", come "rivoluzionari", appoggiandosi ad immagini forti e "machiste", "roboanti", come gli unici depositari della Falce e Martello, e dall'altra mantenere uno spirito repressivo nei confronti delle aree che si muovono al di fuori di tale argine, creando così un blocco monolitico dogmatico che fa politica identitaria, ma in cui la spinta è prevalentemente di "schiacciamento" verso il basso, di controllo totalitario, addirittura diede una direttiva a tutti i membri del Partito di non postare nessun post o frase su Facebook se non fosse approvata dal Partito! Tappare la bocca a tutti! Ma vi rendete conto? Un movimento così che non troviamo in nessuna lotta in tutto il paese, ma che troviamo invece presente a fare propaganda elettorale per raccogliere voti al parlamento borghese, "leninisti-stalinisti, rivoluzionari, con l'elettoralismo riformista borghese". Recente l'articolo di Rizzo "no al ritorno degli anni '70", dove li bolla come una guerra tra poveri tra destra e sinistra che si combattono tra di loro, ebbene si egli equipara il grande ciclo di lotta rivoluzionaria di quegli anni come una guerra tra "poveri estremisti" tra destre e sinistre allo stesso livello. Qui potete leggere il suo articolo:

http://www.opinione-pubblica.com/marco-rizzo-partito-comunista-no-al-ritorno-degli-anni-70/

Come diceva Mao Tse Tung: "ci sono guerre giuste e guerre ingiuste", la lotta rivoluzionaria dei comunisti era una guerra giusta, mentre la lotta dei fascisti contro il proletariato era una guerra ingiusta, Rizzo invece li considera opposti estremismi che si fanno la guerra tra di loro.

Ma come se non bastasse egli si scaglia anche contro il '68, dove egli dice che fu "Non un movimento di emancipazione dal capitalismo, ma del capitalismo." e le tutte le lotte operaie gettate a mare!
http://formiche.net/2018/02/68-rivoluzione-borghese/

In un'altro recente post, egli definisce le multinazionali una Sovrastruttura rispetto agli Stati, dimostrando volente o non volente, di non conoscere nemmeno le semplici basi del Marxismo, infatti è l'esatto contrario visto che le Multinazionali sono la Struttura e gli eventuali stati le Sovrastrutture, semplice errore o revisionismo?

Ma ora veniamo ad un'altro punto fondamentale per concludere, il principale slogan di questo partito di Rizzo è diventato "Potere a chi lavora!", ebbene anche qui si nasconde un'altro inghippo, infatti mi sembra più uno slogan fascista che comunista, perchè? Perchè se in Italia abbiamo il 20-30% di disoccupazione generale, più tutti i pensionati, i disabili che non possono lavorare, gli studenti, ecc.. ci rendiamo conto che quindi ciò comincia a suonare come uno slogan che privilegia chi ha la fortuna di avere un lavoro, e discrimina tutto il resto della popolazione, cioè i Lavoratori e non i Proletari mirando così a dividere il proletariato tra chi ha un lavoro e chi no e quindi a portare i lavoratori nel campo del padronato lasciando i proletari fuori, ciò infatti mi appare molto vicino alle leggi corporativiste del Fascismo della RSI, in cui "le aziende sono socializzate e alla gestione delle aziende prende parte attiva il Lavoro".
Qui potete leggere il testo di legge della RSI del 1944:
http://www.storiaxxisecolo.it/rsi/rsicartaverona1.htm
inoltre questo slogan è uno slogan tipicamente padronale, che appare come "potere ai crumiri", perchè se è vero che nel socialismo tutti devono contribuire come possono, è anche vero che adesso non siamo nel socialismo ma nel capitalismo! Quindi significa dire "potere a chi lavora per il capitalismo!". Inoltre ancora questo "potere a chi lavora" suona anche a favore di personaggi come Marchionne, manager che appunto "lavorano", ed infatti bisognerebbe sapere il commiato affettuoso che ha lasciato Rizzo nei confronti della morte di Marchionne dicendo che bisogna rispettarne la vita privata! Eh si, siamo nel pieno dell'ideologia fascista e padronale anche se mascherata da una falce e martello!

Qui invece potete leggere cosa ne pensa Rizzo della Legge contro l'apologia di Fascismo:
https://www.intelligonews.it/le-interviste-della-civetta/articoli/11-luglio-2017/63820/legge-apologia-di-fascismo-m5s-legge-liberticida-spiaggia-fascista-chioggia-parla-marco-rizzo/

Poi un'altro esempio ancora fu organizzato un presidio contro la guerra imperialista alla Siria a Roma
a tale manifestazione fecero una locandina sia il "Movimento europeo per la Siria" che in pratica si tratta di Casapound, e fece una locandina anche il Partito di Rizzo spostata di un giorno!! Ecco qui le due locandine:



Inoltre un'altra cosa che faccio notare è che i caratteri tipografici che usano per gli striscioni quelli di Rizzo sono gli stessi identici di quelli usati da Casapound! Ecco un esempio:






Inoltre vi ricordo che Rizzo è di Torino come Diego Fusaro il quale ha affermato "Sogno un fronte da Rizzo a Casapound", e se come scritto bene in un'altro articolo Casapound è chiaramente un'organizzazione colonialista francese infiltrata in Italia, anche Rizzo va a fare il suo congresso a Terni nell'Hotel "PARIS" semplice coincidenza? Assolutamente no. Bisogna ricordare che Rizzo è torinese e tifoso granata, quindi già naturalmente affine all'imperialismo coloniale franco-piemontese. Anche la sigla del partito risulta PC anagramma di quella di Casapound CP.

Altri esempi Rizzo e i suoi hanno accettato di confrontarsi in Tribuna Elettorale con Casapound e Forza Nuova, quando avrebbe fatto più bella figura andandosene dallo studio, anche una pagina di Casapound condivide post su Rizzo come potete vedere qui:



Inoltre ancora per chi non lo sapesse Rizzo oltre ad essere ospitato nei salotti televisivi e sopratutto sul canale LA7 il canale del presidente del Torino Calcio, ha anche un blog stabile sul sito imperialista Huffington Post, sito diretto da Lucia Annunziata.


Anche in occasione delle elezioni politiche italiane è venuto fuori che Rizzo si è fatto aiutare nella raccolta firme in Umbria nientedimeno che da Guido Crosetto il politico di Fratelli d'Italia, ma ricordandovi che Crosetto è anche lui di Torino.

Qui potete vedere una foto di Rizzo allegramente insieme a Rinaldi della Lega Nord


Qui in un'altro post di un suo seguace in stile puramente fascista



Inoltre come già accennato sopra oltre al G8 di Genova del 2001 sono tante, forse troppe, le occasioni in cui il PC sotto la sua dittatoriale guida si astiene dal partecipare alle mobilitazioni popolari più significative, come per esempio quella del 20 Ottobre a Roma per le Nazionalizzazioni a cui parteciparono quasi tutte le forze di sinistra e comuniste, una delle punte più alte delle lotte degli ultimi anni, nel suo programma parla tanto di Socialismo e poi si astiene dal partecipare a questa importantissima manifestazione, parla di Antifascismo ma si vedono mai nelle piazze? Alcuni suoi militanti hanno spiegato tale scelta dicendo "noi non partecipiamo se non siamo noi ad avere il comando". Ecco spiegata in sintesi la strana strategia di questo neo-imperialismo Torinese. Altra dimostrazione, sono due anni ormai che il 1° Maggio lo organizzano a casa del capo Rizzo, cioè a Torino, ma senza partecipare al corteo generale dove partecipano (e lottano prendendosi randellate) anche le componenti più antagoniste del movimento, eh no, loro devono distinguersi e lo fanno nella loro piazzetta a parte dove ci sono soltanto loro ad autocelebrarsi. Tale partito non gestisce nessuna lotta in tutto il paese, fa esclusivamente propaganda dai toni roboanti a cui ci cascano solo i più stupidi, in quella che è diventata una vera Setta come i Testimoni di Geova.

Altro esempio di questa struttura funzionale all'imperialismo coloniale Sabaudo è per esempio uno dei loro principali slogan che dice "Le nostre primarie si chiamano Rivoluzione" praticamente gettando a mare in un colpo solo i principi Leninisti del Centralismo Democratico che nel primo punto prevede proprio il carattere elettivo e revocabile di qualsiasi carica del partito fino ai vertici stessi. Parlare poi di Rivoluzione a colpi di schede elettorali e ospitate in Tv nei salotti borghesi! Che grande presa in giro!

Mi fermo qui perchè credo che quanto detto sia più che sufficiente per farvi un'idea di chi sia Marco Rizzo, che predica bene ma razzola male, e il suo partito, purtroppo molti compagni poco attenti e perspicaci ma in buona fede non se ne rendono conto.

venerdì 23 febbraio 2018

I comunisti e le elezioni oggi

Scrivo per quanto riguarda il tema dei comunisti e le elezioni politiche, visto alcuni articoli che sono girati, che riportanola solita presa di posizione che in sintesi è più o meno questa: non perdiamo tempo con le campagne elettorali perchè sono borghesi e il tempo è meglio usarlo per organizzare lotte verso un assalto al "palazzo d'inverno" come fecero i bolscevichi con lo Zar.

A questo basterebbe rispondere direttamente con il famoso testo di Lenin "L'estremismo malattia infantile del comunismo", ma non mi fermo qui e faccio alcune importanti considerazioni.

Oggi siamo nel 2018, è passato un secolo dalla rivoluzione russa, la quale era una situazione molto diversa da quella attuale, innanzitutto la Russia di allora era in una situazione semi-feudale, quindi la rivoluzione aveva anche un carattere borghese oltre che proletario, c'era bisogno di sviluppare le forze produttive, ed infatti una volta sviluppate le forze produttive la rivoluzione si è spenta fino a determinare lo scioglimento dell'Urss. La rivoluzione russa inoltre fu resa possibile grazie al sostegno dell'imperialismo finanziario ebraico.

Una volta consolidatisi gli stati borghesi nel mondo, essi svilupparono due tipi di tendenze a seconda della situazione e dei rapporti di forza tra le varie classi, una di tipo "democratico" in cui le varie classi potessero esprimersi e dire la sua, e un'altra di tipo reazionario quando il capitalismo entra in crisi e ha bisogno di un controllo totale delle masse a cui non riesce a garantire un certo livello di benessere.
Questa seconda tendenza è la cosiddetta fase dell'imperialismo fase suprema del capitalismo, di un capitalismo in putrefazione che non riesce più a fare profitti come prima, che ha esaurito la sua fase di crescita ascendente.
La borghesia quindi quando il capitalismo va in crisi cerca di passare alla fase imperialista e reazionaria, in modo graduale e anche con sovvertimenti sociali bruschi e improvvisi, in cui vuole eliminare quindi il suo lato "democratico" e dal "volto umano" e passare alla dittatura terroristica e totalizzante, riducendo e arrivando ad annullare qualsiasi spazio democratico.

Uno dei campi dove si svolge questo processo è lo Stato, lo Stato è la forma di organizzazione di un paese, il quale può essere controllato-occupato da un gruppo di banchieri, da un gruppo di industriali, da un partito comunista, oppure conteso tra i vari gruppi, ecc..  quindi la questione non è lo Stato in sè, ma chi controlla lo Stato.
Chi controlla lo Stato (ma non solo..) controlla il paese, ha il potere di Legiferare, la situazione dello Stato quindi riflette i rapporti di forza tra le varie classi in un determinato momento.
Ecco perchè qui aveva ragione Marx rispetto agli anarchici che dicevano che per abbattere il capitalismo bisognava abbattere lo Stato, mentre invece Marx giustamente diceva che se abbatti lo Stato, non hai abbattuto il gruppo di banchieri, industriali, ecc.. i quali continuano ad avere il loro potere e sistema di sfruttamento.
Nella Civiltà attuale, lo Stato è il "campo dove si decidono le cose, dove si contende e gestisce il potere", non come un ipotetico Don Chisciotte e Sancho Panza che vuole prendere il controllo di un mulino a vento, ma siccome è troppo grosso allora si scaglia contro un cespuglio. La volpe quando non arriva all'uva dice che è acerba.

In Italia attualmente il nostro Stato è ancora frutto delle varie lotte e guerre passate, dei rapporti di forza venuti fuori dalla seconda guerra mondiale e delle varie conquiste di classe che ne sono seguite, conquiste sociali che stanno man mano venendo smantellate per far posto a nuovi profitti capitalisti, attualmente abbiamo ancora una sanità gratuita, un'istruzione gratuita, ecc.. anche se in fase di sempre maggior smantellamento, come per esempio il licenziamento di 45.000 medici e infermieri negli ultimi anni.

Attualmente essendo il capitalismo sempre più in crisi sta entrando nel vivo della fase imperialista e quindi cerca di impedire sempre di più il lato "democratico", per esempio dopo le votazioni del Referendum Costituzionale del 4 dicembre più esponenti di alto rango come Mario Monti, Giorgio Napolitano, hanno espresso parere negativo sulla "libera democrazia", "il popolo non ha diritto di votare, può essere un problema", essi già vedono infatti il SUFFRAGIO UNIVERSALE, come un problema da eliminare, per confermare questo basti vedere come l'ultima legge elettorale è stata creata apposta per creare ingovernabilità del paese, in cui non si possa creare una maggioranza solida, oppure al fatto che abbiamo appena avuto ben quattro governi non eletti e imposti.

Siamo quindi in quella fase in cui il Capitalismo vuole eliminare la parte democratica per passare ad una forma più reazionaria, dittatoriale, imposta, ovviamente avendo imparato dalle lezioni passate cerca di farlo in modo più subdolo, in modo da non destare allarmismi e scandali, ma il processo a chi è attento resta comunque evidente. Qui uno schema per aiutare a comprendere.



Ecco perchè oggi andare a votare e partecipare alle elezioni, significa innanzitutto difendere gli spazi di agibilità democratica che ancora ci sono e il Suffragio Universale, questo significa "stare sul pezzo", essere in fase con la situazione attuale, riconoscere lucidamente che siamo in una fase difensiva, partecipare alla vera vita politica del paese.

Coloro che si aggrappano all'astensionismo come dato confortante non si rendono conto che stanno agendo passivamente come pesci morti che si lasciano abbandonare alla corrente, facendo addirittura il gioco del Capitale Imperialista che ad un certo punto potrebbe dire "tanto non vota più nessuno, a che servono le elezioni?", dove le vedono le masse che si rivoltano questi astensionisti? Dove le vedono le organizzazioni popolari, ecc..?

La lotta politica va praticata su qualsiasi campo, anche negli spazi democratici ancora presenti, bisogna stare con "il fiato sul collo" agli imperialisti, in qualsiasi contesto, per le strade, nelle aziende, nei comuni, e ovviamente anche nello Stato e nel parlamento borghese, cercare di avanzare ovunque si può, senza snobbare nessun ambito, questo appunto non significa che la lotta debba ridursi appunto al mero elettoralismo, ma che deve essere generale e svolgersi in qualsiasi contesto.


SUL MATRIMONIO

 Scrivo due parole veloci su un fenomeno che sembra uscito fuori alla ribalta recentemente qui in occidente anche nella zona dove vivo nel t...