Scrivo per quanto riguarda il tema dei comunisti e le elezioni politiche, visto alcuni articoli che sono girati, che riportanola solita presa di posizione che in sintesi è più o meno questa: non perdiamo tempo con le campagne elettorali perchè sono borghesi e il tempo è meglio usarlo per organizzare lotte verso un assalto al "palazzo d'inverno" come fecero i bolscevichi con lo Zar.
A questo basterebbe rispondere direttamente con il famoso testo di Lenin "L'estremismo malattia infantile del comunismo", ma non mi fermo qui e faccio alcune importanti considerazioni.
Oggi siamo nel 2018, è passato un secolo dalla rivoluzione russa, la quale era una situazione molto diversa da quella attuale, innanzitutto la Russia di allora era in una situazione semi-feudale, quindi la rivoluzione aveva anche un carattere borghese oltre che proletario, c'era bisogno di sviluppare le forze produttive, ed infatti una volta sviluppate le forze produttive la rivoluzione si è spenta fino a determinare lo scioglimento dell'Urss. La rivoluzione russa inoltre fu resa possibile grazie al sostegno dell'imperialismo finanziario ebraico.
Una volta consolidatisi gli stati borghesi nel mondo, essi svilupparono due tipi di tendenze a seconda della situazione e dei rapporti di forza tra le varie classi, una di tipo "democratico" in cui le varie classi potessero esprimersi e dire la sua, e un'altra di tipo reazionario quando il capitalismo entra in crisi e ha bisogno di un controllo totale delle masse a cui non riesce a garantire un certo livello di benessere.
Questa seconda tendenza è la cosiddetta fase dell'imperialismo fase suprema del capitalismo, di un capitalismo in putrefazione che non riesce più a fare profitti come prima, che ha esaurito la sua fase di crescita ascendente.
La borghesia quindi quando il capitalismo va in crisi cerca di passare alla fase imperialista e reazionaria, in modo graduale e anche con sovvertimenti sociali bruschi e improvvisi, in cui vuole eliminare quindi il suo lato "democratico" e dal "volto umano" e passare alla dittatura terroristica e totalizzante, riducendo e arrivando ad annullare qualsiasi spazio democratico.
Uno dei campi dove si svolge questo processo è lo Stato, lo Stato è la forma di organizzazione di un paese, il quale può essere controllato-occupato da un gruppo di banchieri, da un gruppo di industriali, da un partito comunista, oppure conteso tra i vari gruppi, ecc.. quindi la questione non è lo Stato in sè, ma chi controlla lo Stato.
Chi controlla lo Stato (ma non solo..) controlla il paese, ha il potere di Legiferare, la situazione dello Stato quindi riflette i rapporti di forza tra le varie classi in un determinato momento.
Ecco perchè qui aveva ragione Marx rispetto agli anarchici che dicevano che per abbattere il capitalismo bisognava abbattere lo Stato, mentre invece Marx giustamente diceva che se abbatti lo Stato, non hai abbattuto il gruppo di banchieri, industriali, ecc.. i quali continuano ad avere il loro potere e sistema di sfruttamento.
Nella Civiltà attuale, lo Stato è il "campo dove si decidono le cose, dove si contende e gestisce il potere", non come un ipotetico Don Chisciotte e Sancho Panza che vuole prendere il controllo di un mulino a vento, ma siccome è troppo grosso allora si scaglia contro un cespuglio. La volpe quando non arriva all'uva dice che è acerba.
In Italia attualmente il nostro Stato è ancora frutto delle varie lotte e guerre passate, dei rapporti di forza venuti fuori dalla seconda guerra mondiale e delle varie conquiste di classe che ne sono seguite, conquiste sociali che stanno man mano venendo smantellate per far posto a nuovi profitti capitalisti, attualmente abbiamo ancora una sanità gratuita, un'istruzione gratuita, ecc.. anche se in fase di sempre maggior smantellamento, come per esempio il licenziamento di 45.000 medici e infermieri negli ultimi anni.
Attualmente essendo il capitalismo sempre più in crisi sta entrando nel vivo della fase imperialista e quindi cerca di impedire sempre di più il lato "democratico", per esempio dopo le votazioni del Referendum Costituzionale del 4 dicembre più esponenti di alto rango come Mario Monti, Giorgio Napolitano, hanno espresso parere negativo sulla "libera democrazia", "il popolo non ha diritto di votare, può essere un problema", essi già vedono infatti il SUFFRAGIO UNIVERSALE, come un problema da eliminare, per confermare questo basti vedere come l'ultima legge elettorale è stata creata apposta per creare ingovernabilità del paese, in cui non si possa creare una maggioranza solida, oppure al fatto che abbiamo appena avuto ben quattro governi non eletti e imposti.
Siamo quindi in quella fase in cui il Capitalismo vuole eliminare la parte democratica per passare ad una forma più reazionaria, dittatoriale, imposta, ovviamente avendo imparato dalle lezioni passate cerca di farlo in modo più subdolo, in modo da non destare allarmismi e scandali, ma il processo a chi è attento resta comunque evidente. Qui uno schema per aiutare a comprendere.

Ecco perchè oggi andare a votare e partecipare alle elezioni, significa innanzitutto difendere gli spazi di agibilità democratica che ancora ci sono e il Suffragio Universale, questo significa "stare sul pezzo", essere in fase con la situazione attuale, riconoscere lucidamente che siamo in una fase difensiva, partecipare alla vera vita politica del paese.
Coloro che si aggrappano all'astensionismo come dato confortante non si rendono conto che stanno agendo passivamente come pesci morti che si lasciano abbandonare alla corrente, facendo addirittura il gioco del Capitale Imperialista che ad un certo punto potrebbe dire "tanto non vota più nessuno, a che servono le elezioni?", dove le vedono le masse che si rivoltano questi astensionisti? Dove le vedono le organizzazioni popolari, ecc..?
La lotta politica va praticata su qualsiasi campo, anche negli spazi democratici ancora presenti, bisogna stare con "il fiato sul collo" agli imperialisti, in qualsiasi contesto, per le strade, nelle aziende, nei comuni, e ovviamente anche nello Stato e nel parlamento borghese, cercare di avanzare ovunque si può, senza snobbare nessun ambito, questo appunto non significa che la lotta debba ridursi appunto al mero elettoralismo, ma che deve essere generale e svolgersi in qualsiasi contesto.
A questo basterebbe rispondere direttamente con il famoso testo di Lenin "L'estremismo malattia infantile del comunismo", ma non mi fermo qui e faccio alcune importanti considerazioni.
Oggi siamo nel 2018, è passato un secolo dalla rivoluzione russa, la quale era una situazione molto diversa da quella attuale, innanzitutto la Russia di allora era in una situazione semi-feudale, quindi la rivoluzione aveva anche un carattere borghese oltre che proletario, c'era bisogno di sviluppare le forze produttive, ed infatti una volta sviluppate le forze produttive la rivoluzione si è spenta fino a determinare lo scioglimento dell'Urss. La rivoluzione russa inoltre fu resa possibile grazie al sostegno dell'imperialismo finanziario ebraico.
Una volta consolidatisi gli stati borghesi nel mondo, essi svilupparono due tipi di tendenze a seconda della situazione e dei rapporti di forza tra le varie classi, una di tipo "democratico" in cui le varie classi potessero esprimersi e dire la sua, e un'altra di tipo reazionario quando il capitalismo entra in crisi e ha bisogno di un controllo totale delle masse a cui non riesce a garantire un certo livello di benessere.
Questa seconda tendenza è la cosiddetta fase dell'imperialismo fase suprema del capitalismo, di un capitalismo in putrefazione che non riesce più a fare profitti come prima, che ha esaurito la sua fase di crescita ascendente.
La borghesia quindi quando il capitalismo va in crisi cerca di passare alla fase imperialista e reazionaria, in modo graduale e anche con sovvertimenti sociali bruschi e improvvisi, in cui vuole eliminare quindi il suo lato "democratico" e dal "volto umano" e passare alla dittatura terroristica e totalizzante, riducendo e arrivando ad annullare qualsiasi spazio democratico.
Uno dei campi dove si svolge questo processo è lo Stato, lo Stato è la forma di organizzazione di un paese, il quale può essere controllato-occupato da un gruppo di banchieri, da un gruppo di industriali, da un partito comunista, oppure conteso tra i vari gruppi, ecc.. quindi la questione non è lo Stato in sè, ma chi controlla lo Stato.
Chi controlla lo Stato (ma non solo..) controlla il paese, ha il potere di Legiferare, la situazione dello Stato quindi riflette i rapporti di forza tra le varie classi in un determinato momento.
Ecco perchè qui aveva ragione Marx rispetto agli anarchici che dicevano che per abbattere il capitalismo bisognava abbattere lo Stato, mentre invece Marx giustamente diceva che se abbatti lo Stato, non hai abbattuto il gruppo di banchieri, industriali, ecc.. i quali continuano ad avere il loro potere e sistema di sfruttamento.
Nella Civiltà attuale, lo Stato è il "campo dove si decidono le cose, dove si contende e gestisce il potere", non come un ipotetico Don Chisciotte e Sancho Panza che vuole prendere il controllo di un mulino a vento, ma siccome è troppo grosso allora si scaglia contro un cespuglio. La volpe quando non arriva all'uva dice che è acerba.
In Italia attualmente il nostro Stato è ancora frutto delle varie lotte e guerre passate, dei rapporti di forza venuti fuori dalla seconda guerra mondiale e delle varie conquiste di classe che ne sono seguite, conquiste sociali che stanno man mano venendo smantellate per far posto a nuovi profitti capitalisti, attualmente abbiamo ancora una sanità gratuita, un'istruzione gratuita, ecc.. anche se in fase di sempre maggior smantellamento, come per esempio il licenziamento di 45.000 medici e infermieri negli ultimi anni.
Attualmente essendo il capitalismo sempre più in crisi sta entrando nel vivo della fase imperialista e quindi cerca di impedire sempre di più il lato "democratico", per esempio dopo le votazioni del Referendum Costituzionale del 4 dicembre più esponenti di alto rango come Mario Monti, Giorgio Napolitano, hanno espresso parere negativo sulla "libera democrazia", "il popolo non ha diritto di votare, può essere un problema", essi già vedono infatti il SUFFRAGIO UNIVERSALE, come un problema da eliminare, per confermare questo basti vedere come l'ultima legge elettorale è stata creata apposta per creare ingovernabilità del paese, in cui non si possa creare una maggioranza solida, oppure al fatto che abbiamo appena avuto ben quattro governi non eletti e imposti.
Siamo quindi in quella fase in cui il Capitalismo vuole eliminare la parte democratica per passare ad una forma più reazionaria, dittatoriale, imposta, ovviamente avendo imparato dalle lezioni passate cerca di farlo in modo più subdolo, in modo da non destare allarmismi e scandali, ma il processo a chi è attento resta comunque evidente. Qui uno schema per aiutare a comprendere.

Ecco perchè oggi andare a votare e partecipare alle elezioni, significa innanzitutto difendere gli spazi di agibilità democratica che ancora ci sono e il Suffragio Universale, questo significa "stare sul pezzo", essere in fase con la situazione attuale, riconoscere lucidamente che siamo in una fase difensiva, partecipare alla vera vita politica del paese.
Coloro che si aggrappano all'astensionismo come dato confortante non si rendono conto che stanno agendo passivamente come pesci morti che si lasciano abbandonare alla corrente, facendo addirittura il gioco del Capitale Imperialista che ad un certo punto potrebbe dire "tanto non vota più nessuno, a che servono le elezioni?", dove le vedono le masse che si rivoltano questi astensionisti? Dove le vedono le organizzazioni popolari, ecc..?
La lotta politica va praticata su qualsiasi campo, anche negli spazi democratici ancora presenti, bisogna stare con "il fiato sul collo" agli imperialisti, in qualsiasi contesto, per le strade, nelle aziende, nei comuni, e ovviamente anche nello Stato e nel parlamento borghese, cercare di avanzare ovunque si può, senza snobbare nessun ambito, questo appunto non significa che la lotta debba ridursi appunto al mero elettoralismo, ma che deve essere generale e svolgersi in qualsiasi contesto.

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