Riporto qui un vecchio bell'articolo che pubblicai sul vecchio blog "Vista di Classe" su un tema che seppur antico sembra anche attuale:
Con questo articolo tratto dal Quaderno cartaceo della serie "I quaderni del Timone"- L'inquisizione - di Rino Cammilleri, si ha intenzione oltre che di fare luce e chiarezza su un fenomeno che con il tempo è stato distorto ed usato come propaganda anticattolica, anche di invogliare a fare delle riflessioni su vari temi come quello della costruzione della civiltà, della storia, fino anche a vari movimenti e fenomeni dei "giorni nostri".
"La prima grande e diffusa eresia popolare nel medioevo fu il catarismo. La novità consisteva nel fatto nessuno seppe mai dire dove e come fosse sorto questo movimento. Prima di allora le eresie avevano un preciso fondatore da cui prendevano il nome: ariani dal prete Ario (256-355 ca), donatisti dal vescovo Donato di Numidia (ca 270-355), nestoriani dal patriarca di Costantinopoli Nestorio († 450-451), e così via. Per cui almeno teoricamente, bastava condannare le proposizioni dell'eresiarca e la questione era risolta. Ma quando ci si accorse del catarismo, questo c'era già, e diffuso in ogni strato della popolazione. Esso insisteva sopratutto in quelle che erano le regioni più ricche e prospere dell'Europa, la Provenza (cioè la parte meridionale della Francia) e la Lombardia (come allora era chiamata quasi tutta l'Italia del Nord). Oggi si ritiene che provenisse dall'Oriente, dalla Bulgaria, per cui talvolta questi eretici venivano chiamati bogomili. Ma anche patarini (stracciaioli, alcuni lo erano di mestiere) o tessitori (il mestiere di altri, a imitazione di S.Paolo che fabbricava tende). Questi erano solo alcuni dei nomi con cui venivano indicati. Essi preferivano farsi chiamare catari, dal greco "buono". In Provenza, infatti, si definivano bonhommes.
Ma si trattava davvero di un'eresia? Per lungo tempo si penso di si, perchè essi onoravano Cristo, anche se dicevano che al suo posto era stato crocifisso un fantasma. Solo dopo un certo tempo ci si accorse di avere a che fare non tanto con un'eresia quanto con un'altra religione, diversa dal Cristianesimo.
Si trattava, infatti, di una forma di neo-manicheismo. L'antico manicheismo, fondato dal persiano Mani (216-274 o 277), aveva a suo tempo affascinato anche S. Agostino, che ne era stato seguace prima di diventare cristiano. La ragione del successo del neo-manicheismo cataro stava nel fatto che forniva una risposta semplice per una domanda complessa. La domanda (che ancora oggi tiene molti lontani dalla religione) è: se Dio è buono, perchè nel mondo c'è tanto male? Per i Cristiani il Peccato Originale, causa di ogni sofferenza umana, è un mistero, così come lo è la Croce, che il Dio Incarnato, Cristo, non ha eliminato ma ci ha insegnato a tramutare in scala per il Cielo.
Ebbene, i catari risolvevano il problema del male così: non c'è un solo Dio ma due, uno buono e uno cattivo. Il primo ha creato le anime, il secondo la materia. La sofferenza per l'anima deriva dall'essere prigioniera del corpo. Perciò, bisogna aspirare alla liberazione delle anime dai corpi.
I catari ritenevano che il peccato più grave fosse la procreazione, che costringeva un'ulteriore anima a scendere dentro a un corpo.
Essi dunque vietavano il matrimonio e gli atti sessuali generativi. E non mangiavano nulla che fosse in qualche modo derivato da questi, come la carne, le uova, il formaggio, i polli. Si nutrivano di verdure e pesce: quest'ultimo, secondo la credenza medievale, non si riproduceva tramite rapporti sessuali, ed era benedetto perchè era l'unico a essere sopravvissuto al Diluvio Universale senza bisogno dell'Arca.
I catari si dividevano in due categorie: i "credenti" e i "perfetti". Questi ultimi erano coloro che applicavano la dottrina nella sua integralità e istruivano gli altri. Essi amministravano l'unico sacramento, il "consolamentum", che poteva essere impartito una sola volta nella vita: chi avese "peccato" dopo averlo ricevuto non avrebbe più potuto salvarsi e la sua anima sarebbe stata condannata a reincarnarsi, magari in un animale. Per questo a volte i malati, dopo essere stati "consolati" venivano lasciati senza cure (o addirittura soffocati con il fazzoletto che i "perfetti" portavano sempre con sè). Certe madri smettevano di nutrire i loro piccoli. Molti "perfetti", dopo un più o meno lungo servizio di predicazione itinerante, si lasciavano morire di fame. Questo suicidio veniva da loro chiamato "endura". Alcuni di loro venivano tenuti alla corte dei baroni simpatizzanti del catarismo, pronti ad intervenire con "consolamentum" in caso di necessità improvvisa.
Il trionfo del catarismo avrebbe significato l'estinzione della razza umana, e lo stesso Henry C. Lea fu costretto ad ammettere, nella sua opera monumentale sull'Inquisizione che in quella vicenda la Chiesa difese la civiltà contro un nemico subdolo e sfuggente. Subdolo perchè, come sappiamo era praticamente privo di capi identificabili e guide ideologiche. Sfuggente perchè alcuni signori feudali si erano messi a proteggere i catari per poter giocare su due tavoli, per così, dire, contro la Chiesa. In un'epoca in cui l'unica ricchezza era la terra , dal possesso di terre dipendeva la potenza di un signore. Ma molte terre erano di proprietà di monasteri, diocesi, capitoli, chiese, che li avevano ricevuti in pio dono o lascito e da esse traevano le risorse per quelle che oggi chiameremmo l'assistenza sociale e l'istruzione pubblica, cioè scuole e mense gratuite, ospedali, ospizi, ostelli per pellegrini. Così se grazie alla protezione di un signore in un certo luogo i catari aumentavano di numero a danno dei cristiani ortodossi, diminuiva il flusso di ricchezza che andava alla Chiesa e aumentava quello che finiva sotto l'egida del signore. Se quest'ultimo era un uomo accorto, gestendo questo sistema di "divide et impera", riusciva a barcamenarsi tra i due litiganti risultando l'unico vincitore di fatto. Fu così che in certi luoghi i catari divennero maggioranza schiacciante. Fu il caso, per esempio, di Rimini, o di Orvieto, che pur era una città papale. Qui i catari, nel 1199, addirittura uccisero il podestà Pietro Parenzo, inviato dal Pontefice, che oggi veneriamo come santo martire. "Lombardi" divenne ad un certo punto sinonimo di catari, tanto che i primi francescani mandati in Germania furono malmenati dalla gente che, vedendoli poveramente vestiti, aveva chiesto loro se fossero "lombardi", quelli, che sapevano dire in tedesco solo "ja", assentirono e furono li li per venire lapidati.
Si, perchè una delle ragiorni del successo dei predicatori catari era la loro austerità e il look da poverelli. Era quella, appunto, l'epoca in cui il bisogno di un ritorno alla radicalità evangelica era molto sentito tra il popolo. Infatti, ciò di lì a poco avrebbe determinato la nascita degli ordini mendicanti (domenicani e francescani) e il loro strepitoso boom. La gente, in effetti, era stufa di uno spettacolo quotidiano fatto di religione e politica così intrecciate da generare la ripulsa per vescovi e abati il cui unico affanno era il rapporto, talvolta conflittuale ma proprio per questo assorbente, con il barone, il re, l'imperatore, da non avere più tempo per la carità e la difesa del povero contro la rapacità dei potenti. Certo, non mancavano figure di santi, vescovi e abati, che per il Vangelo ci rimettevano la pelle, come, per esempio, S. Tommaso Becket (1118-1170), vescovo di Canterbury durante una celebrazione liturgica per mano di alcuni cavalieri, forse per istigazione del re inglese Enrico II. Ma era la storia ad avere configurato così le cose e c'era poco da scegliere. Non si dimentichi che in molti luoghi il collasso dell'Impero Romano aveva lasciato il vescovo quale unica autorità in grado di stilare un trattato, di condurre una missione diplomatica, di organizzare la difesa cittadina contro i barbari. Così, non pochi vescovi si erano ritrovati, loro malgrado, a riunire nelle proprie mani potere civile e autorità religiosa. Proprio per questo, non di rado il popolo acclamava vescovo uno (come s.Ambrogio di Milano) che magari non era neanche battezzato, però aveva i numeri per reggere la diocesi in un momento difficile (Ambrogio, infatti, era un alto funzionaro imperiale). In altri posti il signore del luogo aveva ogni interesse a non avere tra i piedi un'autorità concorrente, perciò voleva che il vescovo fosse di sua fiducia (possibilmente di sua scelta). Ancora una volta un esempio chiarirà meglio: il già citato s.Tommaso Becket era stato uomo di fiducia e poi cancelliere del re inglese Enrico II il Plantageneto (1133-1189), il quale aveva ottenuto dal Papa che Primate d'Inghilterra diventasse proprio lui. Il Papa avrebbe potuto rifiutarsi? Prima della conciliazione del 1929 la nomina di un vescovo da parte del Papa doveva avere il gradimento ("exequatur") del governo italiano, il quale lo concedeva con il contagocce.
Insomma, tutto ciò forniva agli occhi del popolo un quadro non molto edificante. Certi vescovi erano apertamente collusi con i potenti a cui dovevano la carica. Altri, pur volenterosi, finivano con il soccombere al dato di fatto che il loro superiore, il Papa, era a mesi di cammino di distanza, mentre il signore e i suoi sgherri erano a due passi. Pochi, dunque (come sempre) erano eroici e santi, e per questo non di rado facevano una brutta fine. COsì accadde al già ricordato Tommaso Becket che si scherò a difesa dei diritti della Chiesa contro le pretese del re e venne assassinato nonostante fosse l'arcivescovo di Canterbury.
Si aggiunga, infine, la diffusa ignoranza della dottrina cristiana. Infatti, solo ai vescovi era permesso predicare, neanche i semplici preti potevano farlo. Proprio perchè solo i vescovi avevano quel minimo di studi necessario. Ciò faceva si che uno potesse ritrovarsi cataro solo perchè credeva in tutta sincerità che quello fosse il vero cristianesimo. Altri, come abbiamo visto, potevano diventare catari per paura o per conformismo nei luoghi in cui il catarismo era maggioritario e contava su appoggi potenti. I "perfetti", invece, studiavano le Scritture e le interpretavano secondo la loro visuale. Eludendo il divieto fatto ai laici, predicavano negando l'Eucaristia (che è materia, dunque non può esservi Dio), la Passione e la Resurrezione (Cristo non ebbe corpo, sennò non sarebbe stato Dio) e, figurarsi, l'Incarnazione. Insomma, tutto. Ma, poichè il fine più desiderabile era l'estinzione dell'umanità, tutto quel che poteva farla prosperare era non solo inutile ma anche dannoso. Infatti, negavano il valore delle buone opere, la distinzione tra comportamenti peccaminosi e no, la validità del giuramento. Già, ma l'intera società feudale era costruita proprio sul giuramento individuale: l'"omaggio" era il dichiararsi "io sono uomo tuo" ad un altro uomo, da cui ci si aspettava, con corrispondente giuramento, protezione. Fedeltà in cambio di protezione: questo era il bullone che reggeva l'intero mondo feudale e che veniva sigillato da solennissimi giuramenti, chiamando i Santi a testimoni. Svitare questo bullone significava far precipitare tutto. Senza contare il crollo verticale delle nascite in un tempo in cui il numero di braccia disponibili era vitale.
Per questo non tutti i signori proteggevano i catari. Anzi, erano più quelli che, di loro iniziativa, li perseguitavano infliggendo loro la pena prevista per la "lesa maestà divina", il rogo."
Fu così che nacque l'inquisizione episcopale che si svolgeva con i Vescovi che sfidavano gli accusati in una pubblica disputa, ma si rivelò inefficace perchè spesso i vescovi come abbiamo visto non erano preparati, mentre i catari "perfetti" studiavano costantemente la Bibbia da saperla quasi a memoria. Successivamente nacque così l'inquisizione legatizia, che anticipò il moderno sistema giudiziario, dove gli inquisitori (oggi chiamati "inquirenti" ma è la stessa cosa) furono ricavati dai Cistercensi un ordine monastico di studiosi preparati che si misero a disposizione del Papa per svolgere il compito, che vennero mandati in qualità di "legati" del Papa e avevano così giuridizione su tutte le terre cristiane, con tanto di bandi, "avvisi di garanzia", diritto di chiamare testimoni, diritto di appellarsi al Papa, giuria popolare, tempo per preparare la sua difesa, di nominarsi un avvocato difensore, la sentenza veniva data dalla giuria popolare ed in caso di conferma dell'accusa veniva lasciato al "braccio secolare" cioè alla pena decisa dalla società civile per "lesa maestà divina", che poteva andare da penitenze come pregare, fare buone opere fino ai casi più rari in casi gravi (per esempio omicidi anche plurimi) con il rogo. Molti storici infatti concordano nell'affermare così la nascita del processo moderno.
Ma anche questa inquisizione si rivelò inefficace, un legato venne anche assassinato a Tolosa, fu così che il Papa chiese aiuto al Re di Francia e le cose trascesero, facendo prevalere altri interessi come quelli del Nord di impossessarsi delle ricche terre del Sud, che vennero così mascherati da interesse religioso, e fu così che nascque la cosiddetta crociata contro gli Albigesi (dalla roccaforte Albi).
Siccome il catarismo e altre eresie sussistevano un pò ovunque, ci furono altre inquisizioni, quella monastica, quella Spagnola, quella Romana, ma non è qui intenzione di analizzare tutto il fenomeno delle inquisizioni, basti solo dire che l'inquisizione Spagnola, che fu un fenomeno a parte, quella più attiva e risoluta promulgò in tre secoli tra le 10.000 e le 15.000 pene capitali, mentre i giacobini francesi in soli due anni ne giustiziarono cinque volte tanto. L'inquisizone Spagnola, tra l'altro, fu così che risparmiò alla Spagna il bagno di sangue delle guerre di religione che sconvolsero l'Europa settentrionale. Quanto alle streghe, gli inquisitori spagnoli, semmai, le salvarono, dalla superstizione e ignoranza popolare.