domenica 18 marzo 2018

Contro il Tribalismo, fenomeno reazionario

Ora, qui si tratta di affrontare un argomento che fino ad adesso non è stato affrontato in ambito di scienza rivoluzionaria, a causa anche del forte arretramento non solo a livello pratico ma anche ideologico del movimento comunista, l'argomento riguarda il Tribalismo, un fenomeno controrivoluzionario e da combattere.
Per introdurre l'argomento riporto qui un breve articolo pubblicato su un sito che seppur reazionario (cattolico conservatore..) porta alla luce questo fenomeno:

"Dallo sviluppo al tribalismo

Quando, nel 1962, Claude Lévi-Strauss pubblicò «La pensée sauvage», proponendo come modello per l’Occidente le tribù primitive, molti lo considerarono appena una stravaganza del filosofo post-marxista. Eppure, ne «L’origine della famiglia, della proprietà privata e dello Stato» (1884), lo stesso Engels aveva già indicato il tribalismo come tappa ultima del processo evolutivo rivoluzionario, oltre il comunismo.

Nella tribù, scrisse Engels sviluppando uno schema di Marx, non esiste famiglia come noi la concepiamo, non esiste l’idea di proprietà privata, e nemmeno quella di Stato oppressore. Non esiste, cioè, nessuna fonte di “alienazione”. La società ugualitaria e libertaria post-comunista, concludeva, “sarà una risurrezione di quella tribale”. All’epoca, l’Occidente era in piena rivoluzione industriale, la tecnica trionfava ovunque, la Belle Époque stava sbocciando magnificamente e l’ottimismo regnava incontestato. Nessuno voleva sentir parlare di ritorno al tribalismo.

Nemmeno due guerre mondiali riuscirono ad ammorzare tale ottimismo. Nel 1962, data di pubblicazione di «La pensée sauvage», mentre si moltiplicavano dappertutto i “miracoli” economici, il mondo era nel pieno di un’era di grande prosperità economica e di relativa tranquillità politica, sotto l’egida della strapotenza statunitense. Il progresso sembrava inarrestabile, la modernità dava i suoi migliori frutti. L’Italia, per parlare di casa nostra, cresceva al ritmo del 5-6% annui.

Verso la fine del decennio, però, diverse voci cominciarono ad avvertire che tale ritmo di sviluppo era “insostenibile”: l’Occidente doveva frenare, anzi tornare indietro. L’uomo occidentale, si diceva, avrebbe dovuto riscoprire i valori dell’austerità, anzi della ristrettezza, abbandonando gli attuali modelli di sviluppo. I più avventati si azzardavano a presentare la tribù come il modello del futuro.

Questa volta, le voci provenivano non solo dai soliti settori dell’avanguardia rivoluzionaria, ma anche da importanti organismi internazionali come il Club di Roma, le Nazioni Unite e l’Internazionale Socialista. Anche gli argomenti erano diversi: non più elucubrazioni sull’evolversi del processo rivoluzionario, bensì constatazioni de facto riguardanti l’ambiente e il clima. Le conclusioni, comunque, erano le stesse: la modernità basata sullo sviluppo deve finire.

Non mancarono versioni “cattoliche” di tale ambientalismo, come la creation theology di P. Matthew Fox, che lavorò sulla scia di Teilhard de Chardin; oppure la “teologia indigena”, sviluppata sulla scia della Teologia della liberazione. Tutte e due furono a suo tempo condannate dalla Chiesa.

La situazione, però, sembra essere cambiata. Mentre le tesi del movimento ambientalista ormai guidano la politica di molti governi e di organismi internazionali, molte delle sue idee base hanno trovato il modo di insinuarsi in alcuni documenti ecclesiastici, anche recenti, acquisendo quindi una grande autorevolezza.

Qual’è la storia di questo ambientalismo? Come si è potuto passare dall’ideale di progresso a quello tribale?"

Oltre a questo potete leggere anche in questo articolo, come un'analista Israeliano propugna la divisione della società in stati tribali come soluzione al medio oriente (che apre la prospettiva anche nel resto del mondo..)
http://www.lastampa.it/2017/09/18/cultura/ritorno-agli-stati-tribali-cos-il-medio-oriente-potr-ritrovare-la-pace-yPVJrhdP1YAyxHYvGj6CCN/pagina.html
Se poi ci rendiamo conto dell'effettiva propaganda "ambientalista" accompagnata dal continuo mantra terroristico del "riscaldamento globale" ci rendiamo conto che in effetti c'è una certa propensione delle Elite Imperialiste a spingere verso la creazione di una società neo-tribale.

Questo fenomeno di Neo-Tribalismo lo vediamo anche ampiamente in atto nei paesi a capitalismo avanzato come quelli occidentali, come i fenomeni delle sub-culture metropolitane (hip-hop, raggae, punk, metal, ecc..), oppure il fenomeno dei "centri sociali" che hanno uno sviluppo di tipo tribale, oppure a quello delle tifoserie calcistiche di gruppi di fanatici anche estremisti in un ideale che arriva a superare qualsiasi livello razionale sociale, a tal proposito cito un aneddoto, anni fa ad una riunione comunista ad un compagno molto preparato e accanito tifoso della squadra calcistica del Torino, chiesi: "ma per te è più importante il tifo granata o la rivoluzione comunista?" e lui subito rispose: "il tifo granata! è un qualcosa di grandioso, che non si può spiegare!", e così via fino alle nuove neo-tribù tecnologiche legate anche al mondo del Web, come le "community".
Anche il fenomeno delle piccole nazioni, spesso in lotta per l'indipendenza, piccole nazioni basate sull'Etnicismo, come i Kurdi, la Catalogna, le aree libiche, balcaniche, la Lega "nord", ecc. fenomeni che sono sulla stessa onda del Tribalismo e che fanno leva su ideologie identitarie.
Molti movimenti di protesta, anche ecologisti di oggi, che sono spesso collusi e affini in maniera "discreta" con le ideologie delle Elite, seguono lo sviluppo di forme tribali e.. si badi bene: non vanno oltre, si fermano li.

Perchè bisogna combattere questo fenomeno? Perchè esso si riflette sulle singole persone, e viceversa, il tribalismo è il riflesso della coscienza dei singoli e la coscienza dei singoli è il riflesso del tribalismo, una coscienza di basso livello, primitiva, istintiva, soggettiva, identitaria, sentimentale, emotiva, e spesso irrazionale, quindi questo tipo di coscienza è di tipo reazionario, più bassa rispetto ad una coscienza più strutturata come quella di classe, o di tipo civico, e che formano nazioni, anche grandi, in grado di far coesistere diverse etnie, culture, ecc.. quindi di unire i diversi popoli, di mescolarli, di abbattere le differenze identitarie, e di conseguenza far emergere così la coscienza di classe, l'unica che effettivamente rimane evidente, a differenza del Tribalismo che invece ha lo scopo di fomentare una coscienza interclassista, ecco perchè bisogna combattere il Tribalismo e costruire una coscienza civica e di classe. Il Tribalismo quindi divide il proletariato, per linee di faglia identitarie, emotive, istintive.

Un'altro aspetto del Tribalismo è anche appunto l'incapacità di costruire organizzazioni più complesse, basate su ruoli razionali, responsabili, disciplinati, organizzazioni che essendo qualitativamente superiori, creano anche coscienze superiori in grado di spingersi oltre, di trasformare e trasformarsi, di promuovere consapevolezza, coscienze che si riflettono e si propagano su tutta l'organizzazione, organizzazioni che sono anche più forti sia praticamente che ideologicamente, organizzazioni più strutturate e non "liquide" che invece di costruire montagne riempiono le fosse.

Rivoluzione non è soltanto una questione di cambiamento del Potere, Rivoluzione è anche un cambiamento delle Coscienze, sia delle masse che del partito, che non sono solo promotori della Rivoluzione ma anche Oggetto stesso della Rivoluzione.

Il Tribalismo è anche un risultato del pensiero Soggettivista, cioè che fa leva sull'individualismo, sugli Ego, è un modo di pensare fomentato dalla Borghesia, per contrastare invece l'Oggettivismo, il Materialismo Dialettico e la coscienza di classe.

Un'altra causa del Tribalismo è lo Spontaneismo, fenomeno criticato già dai tempi di Lenin e della seconda internazionale con la critica al Tradunionismo.

Se è vero che nella fase iniziale di attivazione di un gruppo di persone per una causa, esse essendo allo stato primordiale, tendono a svilupparsi con le prime forme spontanee come quelle tribali, ma poi se il fenomeno cresce si potrà sviluppare in seno una tendenza a superare il vecchio per approdare al nuovo verso un tipo di organizzazione superiore, ma questo potrà diventare molto difficile perchè si svilupperanno molte resistenze interne a mantenere il vecchio tribalismo resistenze supportate dal fatto che molti sono nati e forgiati con una mentalità tribale.

Ecco perchè le Elite cercano di fomentare il Tribalismo, per distruggere le organizzazioni complesse che potrebbero costituire un ostacolo ai loro piani, e per far sprofondare i popoli in uno stato primitivo, quasi bestiale, incapaci di costruire resistenze e sviluppi articolati e strutturati, che sono il vero Socialismo, di una società di persone consapevoli, e partecipi di una struttura sociale complessa come quella industrializzata di oggi.

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