mercoledì 28 novembre 2018

Il rapporto dell'arte con l'umano e l'arte contemporanea oggi

Scrivo qui alcune riflessioni sull'arte, sperando di essere utile al dibattito, dal mio piccolo grezzo basilare modo di pensare magari possono uscire fuori spunti utili.

La questione, anzi le questioni sono più di una e veramente spesse, una riguarda il rapporto dell'arte in generale con l'umanità nelle sue fasi storiche, capire quali sono queste fasi storiche, cos'è che le contraddistingue, quali sono i metri di valutazione che vogliamo utilizzare. L'altra questione riguarda invece la fase attuale, capire che cosa sta succedendo nel mondo dell'arte e che strade si possono prendere.

Soffermandoci ora quindi sulla prima questione, una cosa che dobbiamo capire è che per capire meglio l'arte nel corso della Storia bisogna capire bene anche e sopratutto l'uomo e il suo rapporto con la sua epoca, dove l'arte ne diventa una conseguenza, provando a spiegare meglio:
fino al medioevo l'umanità era prevalentemente in balia della Natura e quindi delle forze Divine che potevano influenzare la Natura, ecco quindi che la grande maggioranza dell'arte era di immagini sacre volte a rappresentare il Divino, con il migliorare delle tecniche dell'Uomo incomincia a farsi viva una filosofia più vicina all'umano come vediamo nel Rinascimento ispirato anche al Neoclassicismo, poi con il migliorare della tecnologia dell'uomo con la rivoluzione industriale, l'Uomo si sente sempre più forte davanti alla Natura, prende piede così l'ideologia del Dio-Uomo, non è più Dio a governare la Natura ma è l'Uomo con la sua Ragione, ed è così che l'arte comincia a cambiare, non guarda più il Sacro ma guarda la realtà fisica circostante, inizia a osservarla, studiarla, nasce così l'arte moderna con i vari movimenti come appunto il realismo, fino a quelli che fanno della percezione della realtà una "scienza artistica" come vediamo nell'Impressionismo, Puntinismo, ecc.. e ovviamente anche i soggetti sociali cambiano diventano quelli "reali" che si vedono intorno.

Devo dire e ritengo che l'arte è quasi sempre in ritardo rispetto alla sua epoca storica, essendo una conseguenza successiva rispetto alle novità del tempo. Con le Rivoluzioni Industriali-Borghesi si diffonde anche l'ideologia Borghese-Industriale e cioè quella che bisogna sempre creare nuovi prodotti innovativi e così ne risente anche l'arte di questo continuo bisogno "innovativistico", come nuovi prodotti da immettere sul mercato.

Ecco che ormai l'uomo è protagonista indiscusso della Natura, e comincia così ad esprimere direttamente se stesso, si indaga, si studia, la sfera dell'umano, da passivo diventa attivo, sotto tutti i punti di vista, psicologico, emozionale, sociale, politico, ecc.. un cambiamento il cui inizio possiamo farlo coincidere con Van Gogh quando dalle semplici pennellate e tocchi che ritraevano le impressioni della luce inizia a "lasciarsi andare e a sognare un pò con le sue pennellate che si spingono oltre" e così via verso le avanguardie a sperimentare tutte le psichicità dell'umano.


Con Wharol si definisce l'inizio dell'arte contemporanea, l'umano ha finito di sfogare e esprimere se stesso, e quindi si comincia a legare l'arte alla propria contemporaneità creata dall'uomo e dalla società, il mondo evolve continuamente e velocemente e l'arte cerca di stargli al passo, è questa la caratteristica principale che io vedo dell'arte contemporanea, quella di essere in grado di fornire una risposta artistica ad ogni novità del mondo, l'umano è stato completamente bruciato in ogni suo aspetto e l'unico campo che resta ancora da bruciare è il contemporaneo, che fornisce sempre novità da interpretare artisticamente.
In questo video di F. Mercury negli ultimi periodi della sua vita, possiamo vedere un'allegoria del mondo artistico, e dell'anima umana, l'umano ha bruciato tutto se stesso, con i suoi mega concerti e successi, le sue feste e i party, tutte le sue espressioni artistiche, ecc.. ed è rimasto un uomo esausto, consumato, ammalato, in fin di vita, così come l'anima artistica del XX° secolo.



Quindi con l'arte contemporanea sembra quasi di vedere quei telegiornali con in un angolo il riquadro con l'interprete in lingua dei segni per sordi, nella schermata principale il mondo con tutte le sue novità, nel riquadro piccolo il mondo artistico che "traduce" e interpreta le news del mondo contemporaneo. E' quindi ovvio che così l'arte diventa spesso subito obsoleta, perchè rimpiazzata subito dalle news in arrivo, contemporaneo allo stato puro insomma, un fenomeno che è il riflesso della società capitalistica e consumistica, produrre continuamente nuove merci e quelle vecchie vanno subito gettate nell'inceneritore di rifiuti, un'arte che è solo presente, un presente che non può essere rappresentato, come la famosa allegoria del simbolo di Giano Bifronte, con due volti uno che guarda al passato, l'altro al futuro, e nel presente nessun volto perchè non può essere rappresentato in quando diventa immediatamente passato.






L'umano sembra quasi non esserci più, o c'è il contemporaneo, la "news", oppure c'è il "transumano/postumano", tutto ciò fa capire la discesa Spirituale dell'Uomo negli ultimi secoli, dallo Spirito di contatto con il Divino e il Sacro, si è scesi nell'Uomo che si ribella a Dio e si sente lui stesso Dio grazie all'Industria, egli diventa protagonista, brucia tutto se stesso continua scendere nel suo Subconscio con ciò che concerne le più basse sfere dell'istinto umano, per poi approdare allo Spirito di Gruppo come gli animali, l'inconscio collettivo, per infine arrivare ad essere totalmente privo di anima e in balia della Tecnologia e del "pilota automatico" del mondo, dove lui può solo provare a interpretare ciò che sta accadendo o a scandalizzare per cercare di lanciare un grido di esistenza in un mondo di umani annoiati che hanno già visto di tutto. Qui uno schema grafico per raffigurare meglio questa "discesa" e il rapporto dell'arte con l'umanità.



Qui invece uno Spot pubblicitario dell'Amaro Montenegro che mostra proprio questo ultimo passaggio attuale.



Ora invece passiamo all'altra questione, sul soffermarci sull'arte contemporanea di oggi, come già fatto capire sopra, l'ideologia dominante pone come arte di primo livello questo "contemporaneismo", "innovativismo", "modernismo", "modaiolo", di interpretare costantemente le news del momento, e allora mi chiedo io se questa è ancora Arte, o è semplicemente "interpretazione del contemporaneo", se provano gusto ed estetica nel vedere una che pulisce una montagna di ossa insanguinate e cose del genere, se questi sono artisti consapevoli o sono semplicemente in balia della corrente della Storia. E' giusto che l'arte debba essere libera, ma quindi io pongo una questione, che almeno la si classifichi, che si ritorni al controllo e consapevolezza di ciò che si sta facendo, facendo rientrare ogni tipo di arte in una categoria con un minimo di descrizione teorica e un nome, cosicchè ad una Biennale ci sia il padiglione degli "Scandalizzatori", in un'altro padiglione mettiamo i "politici", così come "l'arte da camera" e così via. Così come oggi ogni artista che si rispetti che sia in grado almeno di spiegare a quale movimento fa parte, o almeno vi è affine, che sia consapevole di ciò che fa, ecco, e ora di tornare all'arte consapevole, con le sue macrocategorie e sottocategorie, un lavoro che spetta non solo agli artisti ma anche e sopratutto a critici e curatori.

Inoltre bisogna anche capire che "l'innovativismo" è una macro-corrente, una ideologia, come altre, e che quindi è giusto riconoscere anche artisti e movimenti che si inseriscono in movimenti già passati, in una forma di neotradizionalismo, perchè è ora di capire che non si può innovare all'infinito, visto che la realtà sia materiale che spirituale è una realtà finita, è lo stesso paradigma del capitalismo, che per far credere che possiamo crescere all'infinito ci propaganda continuamente l'idea che possiamo e dobbiamo andare a colonizzare altri pianeti.

PS. il 15 gennaio 2019 trovo questo video del Critico Paolo Levi il quale conferma più o meno quanto detto sopra, e cioè che occorre CHIAREZZA, bisogna sapere cosa si sta facendo nell'arte, essere in grado di spiegarla con poche parole semplici. Riporto qui il video:



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